lunedì 26 aprile 2010

25 APRILE 2010 PLACIDO DEL PD CONSIGLIERE OPPORTUNISTA, NONCHE' PRESIDENTE DEL COMITATO PER LA DIFESA DEI VALORI DELLA RESISTENZA. PENSA UN PO!



Per il consigliere Placido del PD il popolo RESISTENTE che ha fischiato la presenza dei revisionisti, dei fascisti e dei loro fiancheggiatori al corteo della LIBERAZIONE a Torino, sono tutti degli ibecilli! E certo, forse, come il suo degno capo di partito Bersani, ha capito che per abbracciare FINI e finalmente potersi dichiarare pubblicamente la NUOVA DESTRA MODERATA,è necessario calpestare e infangare quei valori che non gli permetterebbero ulteriori nefandezze politiche!
I GIOVANI, LE DONNE E GLI UOMINI CHE SONO STATI INCARCERATI, TORTURATI E UCCISI PERCHE'PARTIGIANI NON HANNO COMBATTUTO PER DARE SPAZIO ALLE MESCHINITA' DEI POLITICANTI ALLA PLACIDO CHE OFFENDONO QUEI MARTIRI DELLA LIBERTA'!A quei signori i valori della RESISTENZA danno fastidio, sono lo scoglio da aggirare per attuare il piano eversivo che prmetterà loro di continuare a godersela alla faccia dei lavoratori e delle masse popolari.
A quei signori diciamo che IL VENTO FISCHIA ANCORA!

domenica 25 aprile 2010

CORTEO DELLA LIBERAZIONE A TORINO! SPEZZONE PER AVNI ER! CONTESTAZIONI A COPPOLA DEL PDL ASSESSORE ALLA REGIONE!



Alla fine del corteo lo striscione per AVNI si è andato a disporre nei pressi del palco dove avrebbero dovuto parlare le autorità. Malauguratamente (per lui) ha preso la parola l'Ass. regionale Coppola del PDL il quale non ha fatto a tempo ad iniziare il discorso, che è stato immediatamente fischiato e invitato a gran voce ad andarsene sia da noi, che da un gran numero di partecipanti al corteo. Ha potuto concludere a malapena e frettolosamente il suo intervento con la "colonna sonora popolare" di "buffone, buffone". Polizia e carabinieri si sono mostrati molto cauti (sarà per la Sindone e quindi per non turbare i pellegrini in visita al lenzuolo sporco di chissà chi, oppure anche perchè si rendevano conto che la piazza non era del tutto amministrabile?) a parte qualche schrezio, ma con elementi del PD (destra moderata)i quali pensano che la Democrazia con la D maiuscola contempli anche che ai fascisti e ai loro degni compari di governo sia permesso infangare e mistificare a suon di menzogne e denigrazioni il reale valore della Resistenza!
La mattina del 25 aprile è toccato al consigliere regionale Placido del PD raccogliere parecchie contestazioni aprendo il suo intervento alla lapide dei Partigiani a Italia 61, zona Lingotto, con l'infelice frase: "bella la manifestazione di ieri sera, se non fosse stato per un gruppo di imbecilli che hanno contestato(...)"
Guarda caso alcuni dei compagni responsabili della contestazione della sera prima erano disposti con le bandiere del comunismo, proprio a fianco della lapide partigiana ed hanno immediatamente ribattuto colpo su colpo al consigliere il quale ha dovuto affrettarsi nel chiudere il discorso dicendo che la Costituzione del nostro Paese e la democrazia sarebbero a forte rischio perchè vi sarebbe chi, al governo, ne farebbe carta traccia. Ma allora, consigiere dei miei stivali, quando la finisci di tenere il piede in due scarpe e te ne vai con chi ha vinto le elezioni? (E perchè non ti porti dietro anche gli altri diirgenti del PD?) Lì troveresti i vari Coppola e Cota, ai quali tanto carinamente avresti concesso la parola proprio durante le commemorazioni della festa della Liberazione, proprio durante la festa della Resistenza! Da rimarcare che, al Lingotto, la base del PD presente non ha assolutamente condiviso l'intervento di Placido e si è schierata con chi faceva valere le ragioni dei veri valori della Resistenza partigiana!

giovedì 22 aprile 2010

PRESIDIO PER AVNI ER A LA STAMPA DI TORINO


PRESIDIO PER AVNI ER A LA STAMPA DI TORINO

Giovedì 22 aprile gli antifascisti torinesi che da tempo stanno supportando, nella nostra città, la battaglia in sostegno di AVNI ER, il compagno turco al quale, sino ad ora, è stato negato l’asilo politico in Italia, malgrado ne abbia tutti i diritti sanciti dalla Costituzione, hanno fatto un presidio sotto gli uffici della redazione de La Stampa di Torino allo scopo di protestare per il silenzio che uno dei più grandi quotidiani italiani ha fatto calare sulla vicenda. Una delegazione di antifascisti è entrata nella sede della redazione chiedendo di essere ricevuti da un redattore ma al momento pareva che nessuno dei giornalisti fosse disponibile. L’usciere ha telefonato in più uffici e l’unica risposta che i compagni hanno ricevuto è stata della cronista Marina Cassi (che aveva incontrato gli antifascisti alla fine di marzo, in occasione del primo presidio per AVNI, forse inviata da qualche suo dirigente per concedere un contentino e fare cessare la pressione sulla redazione) la quale al telefono affermava che non vi sarebbe stato alcuno spazio per la vicenda di AVNI ER. I compagni le hanno ribadito che si trattava di una questione di vita o di morte e che riguardava il rispetto della Costituzione nata dalla Resistenza partigiana grazie alla quale, anche lor signori direttori o giornalisti possono svolgere il lavoro che svolgono. Marina Cassi rispondeva di non potere fare nulla; al che un compagno le faceva notare come il giornale per cui lei lavora, non sia per nulla sensibile alle questioni dei diritti umani mentre mostra estremo zelo nel santificare i padroni della FIAT e i loro degni servitori. La giornalista Marina Cassi rispondeva confermando la tendenza del quotidiano diretto da Calabresi (degno figliuolo di padre) per poi negare tutto in seguito alla richiesta di conferma delle sue dichiarazioni da parte del compagno con il quale stava interloquendo al telefono.
La delegazione di compagni ha poi raggiunto il presidio per dare la notizia del diniego di incontro con i cronisti aggiungendo che, se AVNI ER fosse espulso dal nostro paese e venisse sottoposto alla tortura e ad un ulteriore processo, uno degli indiretti responsabili sarebbe anche il direttore Calabresi che confermerebbe così, la propensione al disprezzo per la vita umana, di paterno ricordo.
Due anni fa, in occasione di analoghe iniziative per la compagna turca Nazan Ercan, il quotidiano La Stampa aveva mostrato maggiore attenzione sulla vicenda a conferma dell’ulteriore spostamento a destra che il giornale dei padroni per eccellenza ha assunto con il Direttore Calabresi che molto probabilmente sa essere più servile verso i potenti del direttore precedente.

martedì 20 aprile 2010

Solidarietà a Ciro Crescentini, licenziato dalla Cgil Licenziato dalla Fillea-Cgil

Campania un dirigente sindacale conosciuto e stimato per la sua attivita' a favore dei lavoratori del "difficile" settore edile. (29 Settembre 2007)
UNA STORIA CHE SEMBRA INVENTATA MA CHE PURTROPPO E' REALE:

Licenziato dalla Fillea-Cgil Campania un dirigente sindacale conosciuto e stimato per la sua attivita' a favore dei lavoratori del "difficile" settore edile.

Con motivazioni non verosimili - semplice turn over - Ciro Crescentini, napoletano, 47 anni, una vita spesa al fianco di manovali edili e operai e piu' di recente anche nel centro di assistenza antimobbing, e' stato licenziato.

La vicenda trae origine dai dissidi con la struttura sindacale cittadina per alcuni esposti presentati all'ispettorato del lavoro per i quali dirigenti dello stesso ispettorato lamentavano presso la segreteria l'"eccessiva solerzia" di Ciro Crescentini..

In conseguenza di questo episodio vi sono gia' state numerose prese di posizione da parte di lavoratori iscrtitti, delegati e dirigenti della stessa Fillea contro il provvedimento ed a sostegno di ciro.

Che un sindacato come la cgil licenzi un proprio dipendente (non vigono le tutele dell'art. 18) E' doppiamente inaccettabile.

Un licenziamento non e mai un fatto privato, tanto meno se attuato da un sindacato e con motivazioni cosi' torbide

Per questo invito tutti, iscritti e non iscritti alla cgil, ad aderire all'appello che segue, lanciato da marco bazzoni, e farlo rimbalzare su tutte le liste.

Dante De Angelis

L'APPELLO

P.S CHI VUOLE ADERIRE ALL'APPELLO, INSERISCA IL SUO NOME, AZIENDA, QUALIFICA, CITTA' E GIRI L'ADESIONE A : bazzoni_m@tin.it

"Caro Segretario Generale Guglielmo Epifani, spett.le Segreteria
Nazionale Cgil,

siamo lavoratorie e cittadini di tutte le estrazioni politiche e sindacali, Vi chiediamo di intervenire a favore di Ciro Crescentini perchè sia reintegrato al più presto al suo posto di lavoro. Non possiamo credere che sia stato licenziato perchè svolgeva il suo dovere, denunciando i cantieri irregolari all'Ispettorato del lavoro.

E' una cosa sconcertante!!! Abbiamo bisogno di sindacalisti come Ciro Crescentini. Stranamente il sindacato (come del resto i partiti politici) non applica l'articolo 18 ai suoi dipendenti. E incredibile che chi lo difende non lo applichi.

Comunque la nostra richiesta rimane: la Fillea Cgil di Napoli DEVE ritirare il licenziamento e reintegrare Ciro Crescentini.

Cordiali saluti.

Marco Bazzoni, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Dante De Angelis, RLS - Trenitalia - Velletri (RM)

QUANDO UN OPERAIO MUORE LA COLPA E' DEL PADRONE E LE RESPONSABILITA' SONO COLLETTIVE


Prosegue il processo contro i dirigenti stragisti della Thyssen Krupp e ad ogni udienza emergono non solo le
conferme delle responsabilità dirette dei dirigenti della Thyssen, ma anche quelle indirette degli organismi
territoriali competenti in materia di sicurezza, dei politicanti (ministri, responsabili regionali e comunali) titolari
di ministeri legati al settore industriale e degli organi competenti come ad esempio gli Ispettori dell'ASL.
L'udienza del 14 aprile si apre con la deposizione dell'on. Borghini, all'epoca dei fatti coordinatore della
direzione per le crisi aziendali presso il Ministero per lo sviluppo economico presieduto da Claudio Scaiola
(divenuto famoso da Ministro degli interni durante il massacro e le torture contro i manifestanti del G8 del
luglio 2001).
Chiamato dagli avvocati difensori della Thyssen per testimoniare che il dirigente tedesco per l'Italia, Espenahn
partecipava con frequenza alle riunioni della direzione per le crisi aziendali!? La conferma della partecipazione
assidua di Espenhan a quelle riunioni cosa dovrebbe farci dedurre dopo la strage degli operai? Ma inanzi tutto
chi è Borghini:
da La Nuova Sardegna-05 gennaio 2008 pag. 04 sezione di Cagliari:
Colpo grosso alla Keller Elettromeccanica. Nuovo presidente è Gianfranco Borghini: una garanzia per il
futuro della fabbrica di carrozze ferroviarie che costituisce uno dei pochi casi nell’isola di industria in forte
ascesa. (…) Dal 1992 al 2005 è stato presidente dalla task force governativa per le iniziative occupazionali,
ruolo assegnatoli dall’allora presidente del Consiglio dei ministri Giuliano Amato. A conferma delle sue
capacità, Borghini ha mantenuto l’incarico con i governi successivi, sia di centrosinistra che di centrodestra,
ricoprendo ruoli di preminenza con i ministri dell’Industria, Scajola prima e Bersani poi. Da un articolo
dell'Unità firmato Ivan Fonnesu, si apprende che la Keller di Boldrini, il quale non ha mai smesso di esserne il
presidente, nemmeno quando svolgeva la sua opera parlamentare, proprio recentemente ha ottenuto una grossa
commissione per la fabbricazione di carrozze e la manutenzione dei treni ad alta velocità.
Per “risolvere” la crisi aziendale della Thyssen l'on. Borghini si incontrava con Espenhan. Ma per risolverla in
che modo possiamo solo immaginarlo, considerato che il coordinatore per le crisi aziendali Borghini fa parte
anche lui del pugno di padroni parassiti che ogni giorno moltiplicano i loro profitti sul sudore e sul sangue di
milioni di lavoratori! Come si suol dire “cane non mangia cane”, sino a che c'è abbastanza da mangiare per
tutto il branco! E i dirigenti dei sindacati? Come avrebbero trattato la “crisi” della Thyssen di Torino? La
salvaguardia dei posti di lavoro o l'ottenimento degli ammortizzatori sociali per gli operai in “esubero”non può
essere disgiunta dalla tutela della loro salute e della loro vita! Le due cose marciano di pari passo! Ma questo è
il sistema dei padroni che “se la cantano e se la suonano” grazie ai servigi dei politicanti, degli amministratori,
di responsabili degli organismi competenti, di pezzi delle Istituzioni che invece dovrebbero tutelare gli
interessi dei lavoratori e più in generale delle masse popolari e degli organi di informazione (che seguono la
linea editoriale padronale) sempre pronti a criminalizzare chi lotta per i propri diritti e a tessere le lodi di chi
invece si ingrassa sulla pelle e sul sangue della classe lavoratrice!