mercoledì 11 luglio 2012

11 luglio 2012 il Ccp presente al Processo No Tav a Nina e Marianna



































Questa mattina al Palaingiustizia si è tenuta la lettura della sentenza per le due donne No Tav arrestate il 9 settembre 2011 durante una passeggiata intorno alle reti di Chiomonte.


Marianna è stata giudicata colpevole e come pena gli sono stati dati 8 mesi di reclusione e Nina assolta da ogni accusa.


Subito dopo l'ingiusta sentenza è partito un corteo spontaneo che ha toccato come tappe la Rai e successivamente il Palazzo della Regione.


La lotta No Tav non si arresta e non ci faremo intimidire da questa repressione.Anzi saremo sempre più agguerriti contro questa dittatura fascista e borghese e contro il massimo rappresentante della repressione Torinese lo sporco magistrato torturatore di compagni Giancarlo Caselli.


Ovviamente saremo a fianco della Compagna Marianna ed esprimiamo tutta la Nostra Solidarietà alla sua famiglia. Fuori i Compagni dalle Galere. 


Collettivo Comunista Piemontese
 

martedì 3 luglio 2012

05/07/2012 dalle ore 8 volantinaggio alla Miroglio di Alba

LA SOLIDARIETA' è UN'ARMA EFFICACE! USIAMOLA


Durante il presidio alcuni compagni albesi hanno deciso, malgrado Il 28 giugno presso il tribunale di Alba, si è svolta la prima udienza del processo che vede imputati una compagna ed una compagno (Pinuccia e JACK)  accusati di avere opposto resistenza ai carabinieri e di averli oltraggiati e minacciati durante un presidio di solidarietà con i lavoratori della ditta Miroglio in lotta. L’azienda ha anche sede a Taranto e gli operai di quella città rischiano, come quelli di Alba, il licenziamento e la perdita del lavoro.
non fossero operai della Miroglio, di sostenere la lotta per il posto di lavoro. Una solidarietà che varca i confini categoriali ed unisce lavoratori e disoccupati, donne e uomini che lottano per difendere la dignità del lavoro come accennato dal primo articolo della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
La crisi è determinata da un sistema infame basato sul profitto di un pugno di ricchi speculatori che grazie ai loro servi della politica e delle forze di esercito e polizia, determinano il destino delle masse popolari.L’obbiettivo delle forze dell’ordine era chiaro:  isolare dagli operai chi avrebbe potuto trasmettere fiducia nella riuscita della lotta uniti contro i padroni i quali- hanno utilizzato i soldi pubblici per la realizzazione dei due stabilimenti, costruiti tra il 1995 ed il 1997,- hanno usufruito dei fondi derivanti dalla legge n. 181 del 1989 per la deindustrializzazione del Mezzogiorno per una somma pari circa 160 miliardi di lire,  - hanno acquistato con i finanziamenti pubblici macchinari che sono stati trasferiti presso altri stabilimenti esteri (Bulgaria, Tunisia) o nazionali del gruppo Miroglio, operando in tal modo una vera e propria violazione delle così dette “regole del mercato e della concorrenza” in danno dello stabilimento Miroglio di Ginosa e dei suoi lavoratori; e sicuri di farla franca, dopo essersi ingozzati di soldi pubblici, hanno deciso la chiusura dello stabilimento pugliese e la messa in mobilità degli operai di Alba.I compagni di Alba che hanno solidarizzato con gli operai della Miroglio e che per questo sono sotto processo, hanno svolto il loro dovere prendendosi a cuore la situazione di operai che hanno perso o che rischiano di perdere il loro posto di lavoro. Pinuccia e Jack quindi sono da difendere e da sostenere perché hanno mostrato che la solidarietà ed il legame tra gli operai e le masse popolari è un arma potente che fa paura ai padroni speculatori ed infami!Il fatto che questi compagni non fossero operai della Miroglio è senza dubbio un fatto positivo che rilancia la necessità di estendere la solidarietà tra tutti i settori del proletariato e cioè di quella parte enorme delle masse popolari che per riuscire a campare non possiede altro che la propria forza lavoro da vendere ai proprietari dei mezzi di produzione come ad esempio la famiglia Miroglio.Pinuccia e Jack sono stati aggrediti dai carabinieri perché stavano lottando fianco a fianco agli operai della Miroglio, contro i licenziamenti e la disoccupazione. Se questo è un reato allora ogni operaio ed  ogni disoccupato che insieme alzano la testa e non accettano i soprusi diventano “pericolosi criminali”. E allora siamo tutti dei “pericolosi criminali” e lo saremo sempre affinché non saranno rispettati i nostri diritti, affinché non sarà abbattuto questo sistema infame e corrotto!
Il 25 settembre riprenderà il processo contro i due compagni. Invitiamo gli operai della Miroglio  ad essere presenti all’udienza o a sostenere, in qualsiasi modo, Pinuccia e Jack nell’ottica della costruzione di un fronte comune di lotta contro gli sfruttatori, gli  speculatori e il loro braccio armato!


 

domenica 17 giugno 2012

Corteo del 16/06/2012 in solidarietà con gli operai di Basiano

Il Collettivo Comunista Piemontese presente al corteo del 16 giugno accanto agli operai caricati, mandati all'ospedale e infine arrestati dalla polizia mentre picchettavano davanti all'azienda perchè gli era stato comunicato il loro licenziamento. Noi del Collettivo Comunista Piemontese saremo sempre accanto a chi subisce dei sopprusi e lotteremo al loro fianco per combattere questa repressione da parte dei servi della borghesia. 












Ora e sempre Resistenza

Presidio a fianco degli operai Thyssen-Krupp 15 maggio 2012








Presidio a fianco degli operai Thyssen-Krupp 15 maggio 2012


Il Collettivo Comunista Piemontese la mattina del 15 giugno ha presidiato  accanto agli operai in mobilità della thyssen-krupp, gli stessi operai scampati al devastante incendio, dove 7 di loro  persero la vita.
L’atteggiamento del Sindaco si può definire inqualificabile e vergognoso,  invece di riceverli ha delegato il suo vice, forse perché lui troppo impegnato, magari in qualche fiera del tartufo.
Ricordiamo bene quando ci fu la tragedia , Fassino  lanciava  appelli per sostenere le famiglie e rilasciava dichiarazioni di sdegno verso i padroni stragisti davanti alle telecamere.  Contattava i famigliari, facendo promesse che fino ad ora non ha mai mantenuto. Oggi che la campagna elettorale e finita, e la poltrona è stata occupata delega al suo secondo le istanze degli operai ormai disillusi.
E dunque, eccolo di nuovo voltare le spalle al proletariato, come in occasione della sua dichiarazione di votare  “SI” nel referendum della Fiat,  e quindi di fare gli interessi di Marchionne e di tutta la cricca.
Mai, in nessun caso, chi lotta per proletariato, e in direzione di una società comunista, può far finta di niente
Lotteremo sempre fino alla grande rivoluzione proletaria, saremo accanto alle masse popolari per sconfiggere questa borghesia imperialista  e questa repressione che distrugge e fa ammalare il proletariato.
Solo la lotta verso il Comunismo è la lotta per la liberta


Collettivo Comunista Piemontese

domenica 10 giugno 2012

Il Collettivo Comunista Piemontese presente alla Manifestazione Antifascista a Novara il 9 giugno 2012, per ribadire  il suo sdegno contro i fascisti e denunciare ancora una volta la collusione tra loro e le presunte forze dell'ordine, sempre schierati a loro difesa.
Le sedi dei fascisti si chiudono con il fuoco, ma con i fascisti dentro se no è troppo poco.
Contro ogni fascismo.
Collettivo Comunista Piemontese.